GLI ASSENTEISTI DEI COMUNI? ALTRO CHE PROCESSARLI! SONO TUTTI AFFETTI DALLA SINDROME DI “BURNOUT”, CLASSIFICATA COME PATOLOGIA DA LAVORO INTERNAZIONALE CERTIFICATA DALL’OMS

GLI ASSENTEISTI DEI COMUNI? ALTRO CHE PROCESSARLI! SONO TUTTI AFFETTI DALLA SINDROME DI “BURNOUT”, CLASSIFICATA COME PATOLOGIA DA LAVORO INTERNAZIONALE CERTIFICATA DALL’OMS

VANNO QUINDI GIUDICATI CON UN “NON LUOGO A PROCEDERE” PERCHE’ SONO, AL CONTRARIO, VITTIME DI UN SISTEMA ORGANIZZATIVO DA LAVORO SBAGLIATO CHE HA DANNEGGIATO GRAVEMENTE LA LORO SALUTE.

 

Il “Burnout” è una condizione lavorativa, non una malattia ma stress da lavoro (o da non lavoro).

I mass-media della televisione, internet e della carta stampata, per anni e più hanno condotto una spietata caccia alle streghe, gridato allo scandalo contro i “furbetti del cartellino” (assenteisti) accusati dalla magistratura addirittura di “truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato”. burnout1Non era e non è così. La verità vera è che finalmente lo stress da lavoro (o non lavoro) è stato “ufficialmente riconosciuto come SINDROME”. Lo ha stabilito l’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, dopo decenni di studi in materia che ha classificato tale condizione come PATOLOGIA INTERNAZIONALE. Secondo questa certezza il Bournout deriva dallo stress cronico, come detto, da lavoro ed ha condizioni fisiche e mentali legate al distacco dell’attività che uno svolge, da sentimenti negativi anche cinici e diminuita efficienza. Lo stress da lavoro correlato riguarda le negative condizioni dell’ambiente in cui si opera con “conseguenze dannose per la salute e per l’equilibrio psichico”. Si segnalano in particolare: inadeguatezze organizzative e PRECARIETA’ DEL LAVORO.burnout2 E’ il caso dei contrattisti dei Comuni siciliani, come quello di Milazzo, da 30 anni condannati a subire proroghe continue senza alcuna certezza di stabilizzazione e sistemazione definitiva. Una specie di mobbing prolungato all’eccesso con perniciose conseguenze psichiche di vario livello. Invero, una realtà diffusa in Italia facilitata da politici di basso livello che non hanno mai fatto norme sicure per rimediare agli errori (orrori). I processi contro gli “assenteisti” quindi dovrebbero a questo punto essere definiti con un “NON LUOGO A PROCEDERE” per ragionevolezza scientifica e morale (qui la giustizia non c’entra nulla).

Da questa situazione di stress di tali lavoratori possono derivare sintomi di tipo “psico-emozionali: paura, ossessione, ansia, crisi di panico, ipocondria, paranoia e isteria, ma anche aggressività, bassa autostima, depressione e DISTURBI DEL SONNO (come mi è stato segnalato da più parti), anticamera di malattie neuro-psichiatriche, cardiologiche, gastrointestinali ed altro… L’Organizzazione Mondiale della sanità, in base a queste certezze scientifiche consiglia un cambiamento culturale nei rapporti di lavoro e un’attenzione vigile alla salure e al benessere. Tutto il contrario di quello che i nostri politici italiani hanno sin qui fatto. L’avv. Bongiorno. attuale Ministro alla P.A. tempo fa, a fronte del fatto che il nostro giornale sosteneva che l’assenteismo riguardava una sorte di costume (comune ovunque) consolidato nel pubblico e nel privato, era intervenuta dicendo con forza che si trattava di truffa (reato penale). Dunque, non si trattava solo di un fatto di costume (anche, diciamo noi) ma di cose ben più gravi che includono responsabilità non lievi dei datori di lavoro perchè qui emerge che il problema si riferisce a una sindrome da lavoro classificata come patologia internazionale dall’OMS. Quindi la Bongiorno si è ampiamente sbagliata, associandosi pedissequamente a chi ha nel tempo coltivato la caccia alle streghe.

Se qualche giudice legge quet’articolo ne faccia tesoro e i magistrati la smettano finalmente di iniziare simili inquisizioni e guardino in altre direzioni per tentare di scalfire tutte le mafie che aleggiano nel Paese..

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