CSA, RIORGANIZZAZIONE COMUNE DI MESSINA: SEMPLIFICAZIONE NON SEMPRE EQUIVALE AD EFFICIENZA!!!

CSA, RIORGANIZZAZIONE COMUNE DI MESSINA: SEMPLIFICAZIONE NON SEMPRE EQUIVALE AD EFFICIENZA!!!

Il CSA ribadisce la propria contrarietà alla drastica riduzione delle strutture di vertice del Comune di Messina.

A fronte delle molteplici funzioni dell’ente, ridurre ad 8 i dipartimenti trasformandoli di fatto in veri e propri “centri commerciali” di attività diverse fra loro e che invece richiederebbero professionalità distinte e dedicate, rischia a nostro avviso di far impantanare i procedimenti e di conseguenza i servizi alla cittadinanza anche a fronte dell’impossibilità di delegare stabilmente ai funzionari incaricati di Posizione Organizzativa porzioni di competenze.

Per il CSA l’eccessiva semplificazione non coincide con la razionalizzazione e con l’efficienza.

Non si può quindi condividere un progetto che, anziché cercare di dare respiro alla macchina burocratica dell’ente (anche attraverso la rimodulazione del “Piano di Riequilibrio” sul versante delle assunzioni, nella considerazione che il Piano stesso è stato approvato precedentemente all’entrata in vigore del Decreto “Quota 100”, che sta di fatto svuotando l’organico !!!) di fatto la inchioda ad un futuro di inefficienza e insufficienza di risorse umane.

Per tale motivo il CSA non ha volutamente espresso proposte relativamente alle strutture di secondo livello ritenendo il processo di riorganizzazione non migliorabile a fronte di un’impostazione che non si condivide.

Abbiamo ritenuto di non poter barattare qualche Posizione Organizzativa con l’asseverazione di una logica di tagli che non potrà non penalizzare il funzionamento complessivo dell’ente: molti infatti dei dipartimenti appaiono come un’accozzaglia di funzioni che è complicato immaginare facenti capo ad un unico dirigente, peraltro nell’attuale dislocazione logistica degli uffici.

Su tutti basti l’esempio dei dipartimenti tecnici dove è facile prevedere che il Dirigente passerebbe la maggior parte del suo tempo a spostarsi fra una sede e l’altra e ad adempiere alla funzione di presidenza delle commissioni di gara (soprattutto dopo le ultime sentenze del Consiglio di Stato sulla incompatibilità di RUP e componente commissione) e dei dipartimento “Affari Generali” e “Servizi alla persona ed alle imprese” dove la mole di procedimenti impedirebbe ad un unico dirigente di andare al di là della giornaliera verifica della corrispondenza.

Ridurre a struttura di secondo livello funzioni come la “Protezione civile”, le “Politiche sociali”, l’”Ambiente e sanità”, la “Pubblica istruzione”, le “Politiche della casa”, i “Cimiteri”, l’”Edilizia privata e pubblica”, la “Manutenzione degli immobili”, l’”Avvocatura comunale”, i “Servizi informativi” (solo per fare alcuni esempi) non è certamente compatibile con i progetti di sviluppo e di crescita dei servizi di una città di 250.000 abitanti.

Un numero di strutture di vertice che non trova eguali in tutta Italia e che crediamo, sperando di sbagliarci, dimostrerà presto la sua insufficienza.

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