SALVINI ROMPE IL GIOCATTOLO, NE VUOLE UNO TUTTO SUO

SALVINI ROMPE IL GIOCATTOLO, NE VUOLE UNO TUTTO SUO

 Antonio Dovico – nei primi giornI di luglio ho pubblicato su Sicilia-Press, un articolo intitolato “La sconfitta di Dio, e… Salvini.” Fatte salve le dovute riserve sul personaggio, lo lodavo per l’ottimo fiuto che lo aveva portato a indovinare i desideri nascosti di milioni di elettori, tanto da volare alto come aquila solitaria, nei sondaggi. Celiando, ieri ho scritto su Fb che Salvini ha indovinato i numeri che sarebbero usciti sulla roulette, guadagnando una borsa di denari. Ebbro per il successo, ha puntato tutto su un numero, ed ha perduto tutto.
Dalla metafora, passo al reale. Qualcuno ottimisticamente aveva ipotizzato che nell’eventualità di elezioni vicine, Salvini avrebbe sbaragliato il campo. Io ho buone ragioni per credere il contrario. La prima attiene al fenomeno che si riferisce ai termini “parabola ascendente” e “parabola discendente”. I buoni arrampicatori, quando le  condizioni sono favorevoli, arrivano presto in cima, ma devono stare attenti dove mettono i piedi; un piccolo passo falso e si precipita a valle.
Salvini è salito col vento in poppa, e ci contava che la scalata sarebbe continuata. Però qualche folletto maligno gli ha sussurrato nelle orecchie che  rompendo col governo in carica, sarebbe arrivato molto più in alto. Sarà vero, ma se succederà, intanto nell’attesa, chi vuole può esprimere la propria opinione. Io penso che andrà male subito, ancor prima delle elezioni. Tanti suoi entusiasti seguaci si ricorderanno che Matteo assicurava che il governo insieme ai 5Stelle sarebbe durato per tutta la legislatura; e invece no, è proprio lui a sfasciarlo. Furbescamente in principio mostrava massima soddisfazione per la società con gli inesperti,ma ambiziosi penta stellati. Quando si è sentito bene in sella, ha mostrato la sua vera faccia. Autoritario come si richiede in certe situazioni incancrenite, ma incapace di comprendere che l’autorità deve essere ferma, ma mai brutale, come mostra di volerla lui. L’umanità non deve mai passare in seconda linea, nel reprimere il male, anzi–sempre nella fermezza –, deve essere applicata come utilissimo mezzo di redenzione del malfattore. L’uomo, anche se malvagio, conserva sempre la dignità che gli ha conferito il Creatore. Grave l’errore di Salvini di introdurre nelle case un’arma da fuoco per legittima difesa. Tanto più sono diffuse le armi, quanto più aumentano gli omicidi. L’America insegna. L’arma in casa è una forte tentazione per i coniugi che litigano. Lo è anche per chi nutre istinti suicidi; per i bambini che la scoprono nel nascondiglio e, “amaro” in fundo, per il padrone di casa che riceve “visite” sgradevoli,e impugna la pistola come deterrente. L’ospite indesiderato è sempre più pronto di lui a premere il grilletto. Debbo aggiungere altro? Ce né, ma la farei lunga.

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