Al Bastione di Santa Marina, inaugurato il Mu.Ma con l’esposizione dello scheletro del capodoglio

Al Bastione di Santa Marina, inaugurato il Mu.Ma con l’esposizione dello scheletro del capodoglio

Tanti visitatori all’inaugurazione dello spazio espositivo realizzato all’interno del Bastione di Santa Maria al Castello, dedicato al mare e in particolare al capodoglio Siso, morto nel 2017 a largo delle Isole Eolie a causa di una rete da pesca illegale.

Dopo il recupero delle ossa e la ricostruzione dello scheletro da parte del biologo Carmelo Isgrò, insieme al Comune di Milazzo, al Museo della fauna dell’Università degli Studi di Messina, si è deciso di realizzare questo allestimento finanziato con una generosa raccolta fondi a cui hanno contribuito centinaia di persone tramite crowdfunding, A dare una visione artistica dello spazio, denominato Mu.Ma, l’artista milazzese Giuseppe La Spada.

Alla cerimonia sono intervenuti il sindaco Formica, l’assessore ai beni culturali Salvo Presti, diversi consiglieri comunali, il prof. Cavallaro del Museo della Fauna/Univ. di Messina, la dott. De Caro della Soprintendenza del Mare, il vescovo ausiliare di Messina, mons. Cesare di Pietro, Patrizia Maiorca presidente Amp Plemmirio, Giovanni Mangano presidente Amp Milazzo, il comandante della Capitaneria di porto Francesco Terranova. I lavori sono stati moderati da Pier Paolo Ruello.

“L’apertura di questo spazio espositivo legato al mondo del mare avviene in un momento importante della storia di questa città rispetto alle tematiche ambientali ­ ha detto nel suo intervento il sindaco Giovanni Formica -.. Avvio dell’Area marina protetta ed esposizione di Siso restituiscono alla comunità una duplice visione dell’importanza del rispetto dell’ambiente. Seppur in un percorso burocratico impegnativo che abbiamo portato avanti con l’Università e grazie anche alla Soprintendenza, oggi il complesso monumentale si arricchisce di un ulteriore contenuto culturale per tutti i visitatori. Questo scheletro e la plastica che portava dentro siano un monito per tutti noi e ci spingano realmente verso un modello di quotidianità plastic free”.

Il MuMa vuole essere dunque un luogo dove la Scienza incontra l’Arte intesa nelle sue sfaccettature più ampie. Il visitatore potrà vivere al suo interno un’esperienza di conoscenza grazie a video didattici interattivi, esperienze di realtà virtuale, realtà aumentata e istallazioni artistiche multimediali, che lo porteranno a prendere coscienza degli impatti antropici, per un necessario cambiamento del rapporto uomo-mare.

Articoli simili

Posta un commento