L’incontro del sindaco con i dipendenti comunali

L’incontro del sindaco con i dipendenti comunali

Un messaggio di fine anno improntato all’ottimismo quello che il sindaco Formica ha voluto lasciare al personale di palazzo dell’Aquila. Un messaggio di speranza soprattutto per i 162 contrattisti che dopo aver ottenuto la proroga di un anno, nel 2020 potranno finalmente chiudere la pagina del precariato con la stabilizzazione che l’Amministrazione ha deciso di avviare, dopo aver preso atto che la normativa, ma anche le ultime interpretazioni della Corte dei Conti, consentono di attuare questo processo. Ma non solo precariato, ma anche futura gestione dell’apparato burocratico comunale e della città. Il sindaco, premettendo di essere ormai alla fine del mandato, ha approfittato dello scambio di auguri per un bilancio di quattro anni e mezzo di governo. “Sono stati anni difficili – ha detto Formica – nel corso dei quali siamo stati costretti a scelte obbligate e a seguire, dopo l’inderogabilità di dichiarare un nuovo dissesto, quei passaggi di legge, assai restrittivi, per gli enti in default. Il Comune di Milazzo era come un malato in coma che aveva necessità innanzitutto di salvare la propria vita e in questa direzione ci siamo mossi, puntando sul mantenimento dei servizi indispensabili, che non sono mai mancati, lasciando da parte tutti quelli che per la legge non erano tali. E oggi il Comune si ritrova con delle somme a disposizione che ci permettono di poter, grazie a nuovi supporti normativi, portare a compimento la stabilizzazione del personale che da oltre trent’anni è precario, ma che è ormai parte integrante del Comune e assicura un servizio importante alla comunità. Certo, anche con questi lavoratori e con i dipendenti, ci sono stati problemi anche perché erroneamente si è collegata la politica al lavoratore; le due cose invece vanno distinte e ciascuna delle parti deve svolgere il proprio ruolo. In questi anni molti dipendenti si sono maggiormente responsabilizzati e oggi se la macchina burocratica si muove meglio è merito loro”. Il sindaco ha anche fatto il punto della situazione sull’organico di palazzo dell’Aquila. “Oltre cento pensionamenti nell’ultimo decennio – ha proseguito – hanno portato il numero del personale di ruolo ad appena 122 unità, un parametro di gran lunga inferiore rispetto a quello previsto dal decreto ministeriale relativo ai Comuni in dissesto. E tra l’altro l’età media è di 58 anni. Ecco quindi che occorre, alla luce anche delle innovazioni che hanno e stanno caratterizzando la pubblica amministrazione, cercare di inserire unità nuove, giovani e in tal senso, oltre alla stabilizzazione dei precari, contiamo di aprire ai giovani, dando loro possibilità di accedere tramite concorsi ai posti disponibili. Nel piano del fabbisogno che abbiamo approvato in giunta abbiamo previsto delle figure indispensabili per migliorare ancora di più l’efficienza dei servizi e anche infungibili, penso al ragioniere generale che è fondamentale per definire gli strumenti contabili”. E a proposito di bilanci il sindaco ha auspicato che prima della fine del mandato possa esserci il riallineamento degli strumenti finanziari, in rispetto ad un impegno programmatico assunto al momento dell’elezione a palazzo dell’Aquila. Tra l’altro l’approvazione di tutti i bilanci permetterà di rendere concreta la stabilizzazione dei precari con la firma del contratto di assunzione a tempo indeterminato. Tutti in una prima fase saranno stabilizzati a 24 ore, ma successivamente chi svolgerà determinati servizi passerà a 36 ore. L’ultimo passaggio di Formica ha riguardato la gestione del Comune. “Oggi un ente locale è un’azienda e come tale deve operare garantendo i servizi al cittadino ma anche pretendendo il doveroso pagamento dei tributi. Ciò, aggiunto ad una gestione oculata che privilegi il bene pubblico, ancor prima delle esigenze politiche, potrà permettere la ripresa. Altrimenti il dissesto sarà sempre dietro l’angolo. Non è solo una questione di debiti, che spetta alla commissione di liquidazione ripianare, ma un cambio di rotta nei comportamenti. Non è facile, si rischia di essere impopolari, ma è l’unica strada per potercela fare”.

 

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