SALVINI E IL CASO GREGORETTI: IL DISPOTISMO ACCENTUATO DEI GRILLINI AL “POTERE” CON FRANGE DI UNA GIUSTIZIA CHE SI PRESUME “POLITICIZZATA” E…SENZA CONTROLLO (?)

SALVINI E IL CASO GREGORETTI: IL DISPOTISMO ACCENTUATO DEI GRILLINI AL “POTERE” CON FRANGE DI UNA GIUSTIZIA CHE SI PRESUME “POLITICIZZATA” E…SENZA CONTROLLO (?)

…colpevoli dovrebbero essere anche l’allora ministra della Difesa Trenta e quello dei Trasporti Toninelli che non hanno profferito verbo. Tutti muti? E allora tutti complici e d’accordo perchè chi tace acconsente. Del resto, che l’azione fosse di livello governativo come tutte quelle che compie qualsiasi governo in carica, non c’è dubbio alcuno, ma quel che più dà da pensare in questa situazione è il silenzio, almeno sinora, del Presidente della Repubblica Mattarella che dovrebbe legittimamente prendere in mano la situazione con la sua riconosciuta autorevolezza per fermare le maglie di una giustizia che non si può arenare in questo modo e chiedere lo “scalpo” di un solo ex ministro, che ha agito in nome e per conto dello Stato e del governo Conte 1, escludendo tutti gli altri che gravitavano in quel contesto ed avevano voce in capitolo e dunque analoghe responsabilità.

 

BERLU  BERLUSCONI: “COSA C’E’ SOTTO LA MASCHERA DI  GRILLO?”

 

Questo giornale si è sempre battuto per la democrazia e il garantismo piu’ assoluto verso tutti coloro che hanno a che fare con la nostra giustizia, consapevole che l’indipendenza della magistratura ha negli anni deviato dal suo corso naturale, partorendo forme grottesche di competizione con la politica a difesa di posizioni consone a certe idee di taluni giudici (vedi “mani pulite”). E’ vero, anche i magistrati possono optare per scelte politiche che ritengono più consone al loro modo di pensare o di vedere le cose, ma da qui a trascendere e creare discriminazioni innaturali e favoritismi ideologici illegittimi ce ne corre. Il caso della Gregoretti è un fatto, tra l’altro trascendenziale, che attiene a un’attività governativa e non a quella di un singolo ministro, quello degli Interni, dunque qui valeva la collegialità dell’azione plitica messa in atto dal governo d’allora e nulla più, ma il dispotismo dei grillini (più esatto dire del comico Grillo) per bocca di Di Maio, suo portavoce indefesso, ha portato a una situazione (che non è poi politica ma appunto dispotismo) di assoluto oscurantismo, che riguarda un movimento che tutto è tranne che soggetto affidabile in quanto a mediazione, ragionevolezza e consapevolezza del diritto con la D maiuscola. I grillini non hanno idea di cosa vuol dire dialogare con gli altri e tra se stessi e vanno avanti con i diktat che conosciamo e con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti: i suoi parlamentari se ne stanno andando ognuno per conto loro, scappano, e qualcuno si sta persino costituendo un proprio partito e una nuova identità…E’ quanto dire, ma questo non è bastato perchè la smettessero di esercitare al massimo quel dispotismo in quanto la loro arroganza implicita li ha portati a Capodanno, anzi il 31 sera (la vigilia), ad espellere Paragone perchè in dissenso col capo-politico e il movimento e per non aver votato il bilancio di fine anno. E qui Di Maio c’entra come interfaccia perchè chi comanda veramente nei 5S sono Grillo e Casaleggio, due personaggi “in cerca d’autore” che tra l’altro non rivestono alcun incarico politico e comandano, tramando nell’ombra, escogitando le loro funamboliche azioni autoritarie e rissose per fini personali ed ovviamente per interesse. Un movimento di tal fatta non si era mai visto prima d’ora nella storia del Paese e di guai ne sta procurando a non finire: il reddito di cittadinanza e quota 100 sono la misura del primo disastro: sono le imprese che creano lavoro, non certo decine e decine di miliardi pubblici sperperati a pioggia senza costrutto. Scelte politiche scellerate che vanno dalla voglia di un assistenzialismo di Stato esasperato e per nulla costruttivo per attirare consensi (cosa che non hanno realizzato perchè sono stati dimezzati in poco più di un anno) e l’incapacità palese di gestire come si deve la cosa pubblica e un Paese come l’Italia che prima era il fiore all’occhiello del mondo e ora è in fortissimo declino politico-economico e sociale.

Tornando al caso Gregoretti e alla richiesta di procedere contro Salvini per sequestro di persona (ma quando mai?) per il diniego allo sbarco di 131 migranti fermi da 5 giorni in mare su una nostra nave militare, le accuse vanno da un concentrato di politicismo giudiziario di parte contro il rappresentante di un partito che è al 34% circa dei consensi e la volontà di colpire un solo esponente del governo, estrapolandolo da tutti i suoi componenti e dal Presidente del Consiglio in primis, che non solo “non poteva non sapere” ma che aveva la possibilità e l’obbligo di fermare il suo ministro “che sbagliava” e ordinare lo sbarco, cosa che non ha fatto.

Non solo: colpevoli dovrebbero essere anche l’allora ministra della Difesa Trenta e quello dei Trasporti Toninelli che non hanno profferito verbo. Tutti muti? E allora tutti complici e d’accordo perchè chi tace acconsente. Del resto, che l’azione fosse di livello governativo come tutte quelle che compie qualsiasi governo in carica, non c’è dubbio alcuno, ma quel che più dà da pensare in questa situazione è il silenzio, almeno sinora, del Presidente della Repubblica Mattarella che dovrebbe legittimamente prendere in mano la situazione con la sua riconosciuta autorevolezza per fermare le maglie di una giustizia che non si può arenare in questo modo e chiedere lo “scalpo” di un solo ex ministro, che ha agito in nome e per conto dello Stato e del governo Conte 1, escludendo tutti gli altri che gravitavano in quel contesto ed avevano voce in capitolo e dunque analoghe responsabilità.

Qui la situazione è molto seria perchè si tratta di un conflitto tra il potere governativo e l’ordine giudiziario, due massime Istituzioni fondanti della nostra democrazia parlamentare e repubblicana per i quali sarebbe necessario un’analogia effettiva di poteri ed “indipendenza” che da sempre e in atto sono chiaramente sbilanciati in favore della giustizia. Una parola a dirsi ma che, per evitare simili situazioni, intrusioni e altre cose del genere, sarebbe auspicabile concretizzare nel più breve termine possibile.

Ma il dispotismo dei grillini, a parte tutto, finchè saranno al “potere” continuerà e tenderà a vessare tutti i suoi nemici e avversari politici, ivi compresi i cittadini che ne hanno abbastanza di questo NON PARTITO che aveva un NON STATUTO che a quel che risulta non è stato mai sino ad ora modificato e che viene costantemente violato nella sua stesura originale perchè hanno già cambiato, nel modo più becero possibile, tante cose in fatto di alleanze con chicchessia. Infatti, il loro NON STATUTO diceva che loro non avrebbero mai fatto alleanze con nessuno per evitare ogni possibile contaminazione. Si è visto come è finita!!! Dalle parole ai fatti la strada è molto ma molto lunga e difficile.

What do you want to do ?

New mail

What do you want to do ?

New mail

What do you want to do ?

New mail

What do you want to do ?

New mail

What do you want to do ?

New mail

What do you want to do ?

New mail

What do you want to do ?

New mail

Articoli simili

Posta un commento