Il Teatro Stabile di Torino dedica una serata a Vittorio Bersezio

Il Teatro Stabile di Torino dedica una serata a Vittorio Bersezio

Foto: Regista Giulio Graglia.

Proprio in quello storico Teatro Gobetti di Torino, in cui il 22 dicembre del 1945 con la commedia “Le miserie d’Monsù Travet” fu riaperto il Teatro al termine della guerra, sarà dedicata una serata a Vittorio Bersezio. Un appuntamento culturale che si terrà alle ore 20,45 di lunedì 3 febbraio 2020, per commemorare i 120 anni della morte del letterato e patriota nato a Peveragno in provincia di Cuneo nel 1828. L’evento che sarà curato dal regista Giulio Graglia, prevede i saluti istituzionali di varie personalità di spicco del mondo culturale della città di Torino, tra cui il Presidente del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale Lamberto Vallarino Gancia, Serata Berseziol’Assessore alla Cultura della Regione Piemonte Vittoria Poggio e poi Cesare Chiesa della Fondazione Vittorio Bersezio, Alessandra Comazzi giornalista de La Stampa, Albina Malerba del Centro Studi Piemontesi, Enrico Mattioda dell’Università degli Studi di Torino e Bruno Quaranta de La Stampa. Come dicevamo, l’evento nasce dall’idea del Teatro Stabile di Torino, dal regista Giulio Graglia e dal Teatro Nazionale in collaborazione con Rai Teche e DAMS/ Università degli Studi di Torino. Ma anche il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino, ha dato il suo prezioso apporto per produrre il ritratto di Vittorio Bersezio. Uno sforzo organizzativo di squadra che si è unita nell’organizzare una serata celebrativa di un personaggio il cui tratto letterario si distingueva nel realizzare preziosi ritratti piccoloborghesi e proletari della seconda metà dell’Ottocento, riuscendo a trasferire in esse gli umori postunitari vissuti in prima persona, prima da giornalista e poi da deputato del Regno d’Italia. “Le miserie ‘d Monsù Travet” è una commedia composta da cinque atti in dialetto piemontese, in cui Vittorio Bersezio esalta i concetti di consapevole onestà, laboriosità e senso di disciplina con cui la borghesia subalpina si apprestava a servire il nuovo Stato unitario uscito dalle lotte risorgimentali. Ignazio Travet, il protagonista della commedia, è un impiegato pubblico che ritiene di aver trovato il posto sicuro e soprattutto decoroso, ma in realtà non è altro che un umile impiegato che, per quanto laborioso sia, è sempre maltrattato. Vittorio Bersezio è ricordato come un produttore letterario di notevoli capacità, per avere scritto moltissimi testi teatrali di grande prestigio. Tuttavia, tra gli anni che vanno dal 1880 al 1890, pur diminuendo il suo prestigio che dà segni di declino, non diminuisce l’intensità della produzione letteraria. Bersezio muore a Torino il 30 gennaio del 1900, lasciando in eredità tutta una serie di volumi storico – letterari di preziosa e riconosciuta capacità letteraria. Diamo atto al Teatro Stabile di Torino e al regista Giulio Graglia di avere rispolverato tra le Teche Rai un autore piemontese legato alla cultura operaia e piccoloborghese.

Salvino Cavallaro

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