Incatenarsi per farsi ascoltare

Incatenarsi per farsi ascoltare

 – Sandra Milo –

Il mondo dello spettacolo è in crisi. L’avevamo fatto presente in uno dei nostri recenti articoli scritti per richiamare l’attenzione del Governo, del Ministro Franceschini e del premier Conte. Nell’intendimento di alcune azioni ministeriali promosse di recente per sgravare la crisi economica del nostro Paese dovuta al Covid – 19, il premier Conte aveva fatto cenno a una serie di iniziative dello Stato che sarebbero state concertate con il ministro Franceschini a beneficio del mondo dello spettacolo. Ma, evidentemente, a oggi gli artisti, gli autonomi, i tecnici e le varie Partite Iva del settore spettacolo, non hanno avuto alcun riscontro di quanto promesso. C’è voluta la protesta di Sandra Milo che alla sua veneranda età di 85 anni, dopo avere fatto una settimana di sciopero della fame si è fatta incatenare davanti a Palazzo Chigi per farsi ricevere dal primo ministro Conte. Un atto lodevole dell’attrice, che è scesa in campo in prima persona, come responsabile di un movimento culturale di artisti di questo specifico mondo dello spettacolo. Un mondo all’apparenza tutto miele e cannella, in cui da sempre nel nostro Paese si richiama l’attenzione a livello economico ma anche organizzativo, che spesso è stato dimenticato nei meandri di ciò che conta meno. Un grave errore da parte delle nostre Istituzioni, che non hanno dimostrato sensibilità (se non a parole) verso i lavoratori di questo particolare mondo, del quale tutti noi ci ricordiamo soltanto quando indossiamo l’abito elegante per andare al teatro e assistere a uno spettacolo capace di dissetarci di arte vera. Ma dietro a quel sipario, dentro i camerini in cui gli artisti si preparano per entrare in scena, davanti alla cabina di regia e i tanti tecnici addetti alle luci e ai costumi, c’è sempre l’incertezza del domani, di un lavoro mai continuo e mai tutelato come dovrebbe. C’era una volta l’ENPALS (Ente Nazionale per Assistenza Lavoratori dello Spettacolo, oggi incorporata all’INPS per effetto del decreto Monti 201/2011) che tutelava i lavoratori dello spettacolo e dello sport. Da allora nulla è cambiato nelle regole per svolgere manifestazioni dello spettacolo dal vivo. Un po’ come dire che questo particolare mondo dell’arte è rimasto ancorato a un passato in cui lo Stato centrale e i diversi colori politici che si sono alternati al Governo, non si sono preoccupati di mettere a fuoco i vari problemi di natura economica e organizzativa che il tempo ha mutato. Parlare di tanti italiani del mondo dello spettacolo che si trovano senza lavoro non è miopia da curare e mettere a fuoco lentamente, è agire con urgenza prima che questo mondo della cultura e dello spettacolo collassi. Sandra Milo è riuscita nel suo intento di farsi ascoltare e ricevere dal premier Conte, il quale, con tutta probabilità, ha dato assicurazioni di interessamento al problema. Non ci resta che attendere fiduciosi, ma sarà la volta buona?

Salvino Cavallaro

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