Polizia di Stato di Brescia: Operazione Customers

Polizia di Stato di Brescia: Operazione Customers

— Eseguite 14 misure cautelari nei confronti di pusher, che spacciavano nei pressi della Stazione di Brescia.

La Polizia di Stato di Brescia ha eseguito, su richiesta del Pubblico Ministero, Dott.ssa Marzia Aliatis, un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Brescia, nei confronti di 14 soggetti (5 in custodia cautelare in carcere e 9 misure cautelari del divieto di dimora nel comune di Brescia).

Le indagini sono state condotte dai poliziotti della Squadra Mobile, che, tramite l’analisi del traffico telefonico, intercettazioni, servizi di appostamento, visione del sistema di videosorveglianza comunale ed ulteriori sistemi di indagine informatica, hanno ricostruito un vasto fenomeno di spaccio di sostanze stupefacenti, che ha visto coinvolti 11 cittadini tunisini, un marocchino e due cittadine italiane, tutti operanti principalmente nel parco Gallo e parco Pescheto.

Va evidenziato, in via preliminare, che tutti gli indagati vantavano un notevole curriculum criminale, tanto che tutti loro, ad eccezione di una donna italiana, comunque gravata da altri pregiudizi, sono stati raggiunti dalla contestazione di recidiva reiterata.

L’attività investigativa ha preso spunto da un grave episodio criminoso, avvenuto in data 25 settembre 2018, quando un cittadino tunisino, con pregiudizi per traffico di sostanze stupefacenti, venne attinto da un colpo di arma da fuoco.

Come si è accertato nel prosieguo delle indagini, l’aggressione era sicuramente da ricollegare a dissapori maturati nell’ambito della locale rete del traffico di stupefacenti, tanto che i due aggressori, oggi colpiti dalla misura della custodia cautelare in carcere, sono stati giudicati e condannati per il reato di tentato omicidio.

La pericolosità dei soggetti indagati, inoltre, è corroborata dal sequestro effettuato dai poliziotti di un taser professionale, per la cui dotazione vige la disciplina in materia di armi comuni da sparo, che è stato trovato a casa della persona che venne aggredita il 25 settembre.

Presso l’abitazione del soggetto inoltre, sono stati ritrovati anche un rilevatore di frequenze, per la localizzazione di microspie, una bomboletta di spray urticante e tre telefoni cellulari.

I poliziotti pertanto, con l’attività portata a termine il 1 luglio, hanno sgominato un’importante rete di spaccio di diversi tipi di sostanza stupefacente (hashish, cocaina ed eroina), riuscendo ad accertare 478 cessioni di droga, avvenute perlopiù nelle zone prossime alla Stazione, parco Gallo e parco Pescheto a Brescia. Nell’ambito dell’attività sono stati posti in evidenza alcuni episodi particolarmente rilevanti.

Il 5 novembre 2018, infatti, gli investigatori avevano individuato due importanti acquirenti del gruppo di tunisini.

Il primo, soprannominato “la bestia”, si è recato a Brescia per acquistare dello stupefacente, dopo essersi preventivamente accordato con i tunisini.

Inoltre, dalle intercettazioni è emerso un modus operandi finalizzato ad evitare continui controlli che venivano fatti nella zona da parte delle forze dell’ordine.

Infatti, si è accertato che lo spacciatore avesse guidato, tramite una videochiamata whatsapp, il suo acquirente nell’individuazione del luogo dove era stata nascosta la sostanza, nascosta nei pressi di un parco, vicino ad un albero e, più precisamente, in un buco coperto da un grosso sasso.

Il secondo acquirente veniva soprannominato dal gruppo di spacciatori “il bambino”, a causa del fatto che si lamentava spesso della qualità dello stupefacente che acquistava, tanto da chiedere più volte il rimborso di quanto pagato per la sostanza.

Nei confronti di altri componenti del gruppo di tunisini, inoltre, sono state provate, come detto, numerose altre cessioni di stupefacenti di diversa tipologia. In alcuni casi, infatti, sono stati accertati dei contatti abitudinari tra spacciatori ed acquirenti, tanto che alcuni si recavano, previ contatti telefonici, almeno due volte al mese per acquistare la cocaina. Curiosamente, in un caso, le dosi non sono state acquistate tramite scambio di denaro, ma con un “baratto” di una vera e propria vasca da bagno, caricata direttamente in un furgone in uso al gruppo di spacciatori.

Uno dei momenti più significativi della vicenda si è verificato il 12 febbraio 2019, quando uno degli attuali indagati è stato arrestato dai poliziotti delle Volanti della Questura di Brescia a seguito di una rissa.

All’esito del giudizio, il tunisino venne posto agli arresti domiciliari e, proprio nella sua abitazione, nonostante la misura cautelare in atto, ha continuato la sua attività di spaccio senza particolari remore, tanto che il 5 marzo successivo, a seguito di una perquisizione domiciliare, sono stati sequestrati 90 grammi di eroina, 20 grammi di cocaina, un bilancino di precisione e denaro contante frutto della sua attività illecita, che hanno portato all’arresto dell’uomo e della donna proprietaria della casa.

La stessa venne, pertanto, colpita dalla misura del divieto di dimora in Brescia, misura da lei già violata il 7 marzo, quando fu arrestata in flagranza di reato per detenzione di eroina.

Gli investigatori hanno, infatti, accertato che molti acquirenti compravano lo stupefacente dall’uomo, all’epoca sottoposto a misura cautelare, proprio per il tramite della sua convivente.

Nei suoi confronti sono state provate decine di cessioni, tanto da avere numerosi clienti abituali, che acquistavano cocaina o eroina anche due volte alla settimana.

Tra i tunisini colpiti dalla misura della custodia cautelare in carcere, spicca sicuramente un 40enne, accusato di ripetuti episodi di spaccio di cocaina ed hashish, oltre che due importanti acquisti di sostanza stupefacente, che sarebbe poi stata distribuita sul mercato.

Dall’attività investigativa svolta nei suoi confronti, infatti, si nota chiaramente una crescente spregiudicatezza dello stesso, che è arrivato a vantarsi di essere uno dei grossisti più importanti della zona, tanto da avere sempre sostanza a disposizione, anche quando quella degli altri spacciatori era ormai finita.

Lo stesso, addirittura, si vantava del fatto che quelli da cui prima lui stesso si si riforniva, adesso, lo contattavano per acquistare ingenti quantitativi, tanto che, talvolta, decideva di effettuare cessioni per non meno di 250 grammi. L’uomo, per il quale sono state accertate plurime vendite per quantità variabili tra i 50 e 100 grammi, è stato tratto in arresto anche l’8 maggio 2019, in quanto trovato in possesso di 2 kg di hashish ed alcune dosi di cocaina. Inoltre, lo stesso si era già accordato per l’acquisto di ulteriori due kg di hashish per circa 3mila euro, che avrebbe successivamente immesso nel mercato della droga.

Le misure cautelari emesse dal GIP di Brescia, su richiesta del Pubblico Ministero, pongono le loro basi, oltre che sui citati episodi, anche sulla spregiudicatezza degli indagati, che, come visto, non solo commettevano ripetuti e specifici episodi di reato in un breve arco temporale, ma, talvolta, per portare avanti il loro business illecito, approfittavano anche di permessi premio, periodi di affidamento in prova e di altri benefici, in violazione con i pregressi regimi cautelari.

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