“Professore dica lei dove sono i Pirenei…” – L’uomo tra Teologia, Scienza e pareri discordi sull’origine dell’uomo

“Professore dica lei dove sono i Pirenei…” – L’uomo tra Teologia, Scienza e pareri discordi sull’origine dell’uomo

— Il Giardino dell’Eden.
– Pubblichiamo un bel lavoro datato dell’amico Antonio Dovico su sua esplicita richiesta al nostro giornale on-line.
Antonio Dovico –  Negli anni cinquanta del secolo scorso si ascoltava una briosa canzoncina, di cui ogni tanto mi ritorna alla mente il motivetto con le parole che più mi colpivano: “Professore, per favore, dica lei: dove sono i Pirenei? Oh, che vergogna: è professore, è professore e non lo sa!”
In una situazione reale, la cosa non sarebbe scandalosa: anche la memoria di un professore può entrare in pausa. Alla prima, segue una seconda domanda. “Professore, per favore, dica lei: cosa è nato prima, l’uovo o la gallina?”. Ostinato mulo di un interrogante! Voleva togliersi qualche sassolino dalla scarpa, proponendo al professore una domanda da scherzo, ma in realtà tremendamente insidiosa, alla quale l’ottusa scienza che non riconosce Dio creatore non sa e non può rispondere?
Veramente inquietante la domanda! Senza una comoda via d’uscita per un docente che deve insegnare scienze naturali. Dopo l’irruzione sulla scena scientifica di quel grande scienziato di cui proprio in quest’anno si celebra il bicentenario della nascita. E con quale enfasi!
Anche le poste italiane hanno celebrato l’evento, stampando il suo ritratto sui francobolli. Se lo merita Sir Charles Robert Darwin. Ha riversato tutto il risultato delle sue acute osservazioni “scientifiche”su libri illuminanti, ed è grazie a lui – soprattutto – , se l’uomo si è liberato dalla soggezione al fantomatico Dio di Abramo, di Isacco, e di Giacobbe.
“Origine delle specie”, “L’origine dell’uomo” e la selezione  naturale”: Finalmente, nei libri, verace parola dell’Uomo, quello “sapiens”, ultimo anello di una Evoluzione iniziata  per caso centinaia di milioni di anni prima. Essere visibile, intelligente e concreto. Parola d’Uomo, quindi: al bando le favole della Bibbia.
   Ad onor del vero, Darwin non pretendeva il marchio del dogma, per la sua “scienza”, e si limitava a classificare come “Teorie” le sue elucubrazioni scientifiche. Ammetteva pure, onestamente, che in qualche caso non era neppure lui convinto del risultato a cui approdava. Io lo capisco: spesso la fantasia diventa padrona di chi le si affida.
    La fantasia è una bella creatura della nostra mente. È la compagna più gradita degli uomini sin dall’infanzia. Corre con le ali, perché è leggera e docile. Non ha la pesantezza della verità e non è severa e rigida come questa. Percorre molto più strada della verità, senza affannarsi troppo. Dove arriva trova ospitale accoglienza.
   I fantasiosi scritti di Darwin hanno colpito le menti di tanti che mal sopportavano la sottomissione ai precetti di un “qualcuno”, fatto passare dall’impostura (!) della Chiesa, per Creatore della terra e dell’uomo. Entusiastica accoglienza hanno avuto presso un importante filosofo ateo, di nome Carlo Marx. Un nome tra i tanti. La speranza di liberare l’umanità dalla religione, ritenuta l’oppio dei popoli, poteva diventare presto realtà, e lo è diventata, offrendo a chi ci sperava, i gaudiosi paradisi terrestri comunisti. Ottima è risultata, la realtà ;  anche per gli edonisti, liberi finalmente di libare nel calice delle tante gioie che offre la vita.
Ma, basta divagare: torniamo al professore della canzone e al supplizio di una risposta impossibile.
Insegnava attingendo alla moderna, imperiosa vulgata della scienza, oggi tanto cara agli Scalfari, ai Veronesi  alle Margherite Hack, & company, oppure alla propria intelligenza? Se teneva famiglia, come dicono i napoletani, doveva accettare la vulgata anche obtorto collo: il proprio stipendio era indispensabile per il suo sostentamento: non poteva inimicarsi i dogmatici negazionisti. Questi costituiscono il branco più feroce e deciso nel difendere dagli “infiltrati” il loro “territorio”, ben munito di difese. Ma nella domanda sull’uovo e la gallina c’era un rischio tremendo, per la sua intelligenza. Come poteva rispondere?
È nato prima l’uovo o la gallina? Qualsiasi risposta sarebbe stata stupida. Se fosse nato prima l’uovo, ancorché subito perfetto, c’era il gallo per fecondarlo, e poi la gallina per covarlo? E la gallina, senza l’uovo, da dove sarebbe sgusciata? Maledetto dilemma, insieme a  colui che glielo ha proposto!
Certamente, se il professore della canzone fosse una persona reale, tuttora vivente, stizzito, non avrebbe applicato un francobollo con l’effige del barbuto Darwin, il quale con le sue stupidaggini ha sconvolto lui, “alloppiandolo” a dovere, sì da ben programmarlo, onde incantare a sua volta ingenui ed  inermi discepoli. Ottimo lavoro! Osservare i risultati nel mondo, per credere. Vedo che anche la mia fantasia di credente convinto, mi ha portato lontano. Ah, “mali pir me!” se mi leggesse il supermatematico Odifreddi! Quale migliore pezza d’appoggio per affermare che i cristiani siamo cretini!
                                                                                                                                        Antonio Dovico
25-06- 2009.     Ultima modifica 17 settembre ’13
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