LA STORIA CHE MOLTI ITALIANI NON CONOSCONO O FINGONO D’IGNORARE: IL PCI, LA CGIL, IL PSI E ALTRI SOGGETTI FINANZIATI DA MOSCA PER 70 ANNI E FINO AL CROLLO DEL COMUNISMO SOVIETICO E ITALIANO… QUALI LE RAGIONI?

LA STORIA CHE MOLTI ITALIANI NON CONOSCONO O FINGONO D’IGNORARE: IL PCI, LA CGIL, IL PSI E ALTRI SOGGETTI FINANZIATI DA MOSCA PER 70 ANNI E FINO AL CROLLO DEL COMUNISMO SOVIETICO E ITALIANO… QUALI LE RAGIONI?

— E’ giunta l’ora di chiarire a tutti cosa fece il Pci in Italia dalla fine della seconda guerra mondiale in poi e fino al crollo del comunismo in combutta con l’ex Urss. Quali reali pericoli rappresentò per il nostro Paese? –

 

  • Ag. Agim –

— Giuseppe Stella – L’oro di Mosca lo chiamavano: arrivava in Italia a vagonate e se ne avvantaggiava principalmente il Pci. Nel 1919 iniziò Lenin a foraggiare l’Italia quando ancora il partito comunista nel nostro Paese non esisteva. Erano Togliatti e Gramsci a percepire i soldi. Con Gorbacev finì tutto nel 1990, dopo la disgregazione dell’Urss e del “Patto di Varsavia”; ovviamente il Pci entrò in crisi d’identità perchè campava con quelle risorse che da noi servivano per la propaganda alla Russia contro l’America rivale e l’Alleanza Atlantica a cui noi aderiamo.

falcone viaggio Falcone indagò anche sull’oro di Mosca–

Per 70 anni i rubli sovietici furono spalmati a 70 partiti comunisti nel mondo i quali così diventarono strumenti del progetto di comunismo globale. In Italia quei soldi li ricevevano, oltre al Pci, i socialisti di Nenni e la Cgil. Si sa i soldi facevano gola, ma erano fondi illeciti anche perchè occulti.

Dopo il crollo del muro e la caduta del comunismo sovietico, gli storici hanno consultato gli archivi del Cremlino aperti agli studiosi e hanno calcolato quanti rubli mosca investì per la sua ideologia da propagare e diffondere nel mondo intero.

Elena Aga Rossi e Victor Zaslavsky scrissero: “Togliatti e Stalin. Il Pci e la politica estera staliniana negli archivi di Mosca” – Il Mulino, 1997.

I due studiosi scrissero però solo 3 pagine sull’oro di Mosca ma il Giornalista Valerio Riva due anni dopo ne scrisse 900 con 240 documenti mai pubblicati: “Oro da Mosca. I finanziamenti sovietici al Pci, Mondadori 1999”.

Il “nostro” Pci ricevette da Mosca addirittura un terzo di tutti gli altri partiti comunisti del mondo, in poche parole fu quello più foraggiato.

Si stimò inoltre che dalla fine della Seconda Guerra Mondiale fino al 1990 il Pci incamerò illecitamente circa 1000 miliardi.

Ma l’Unione sovietica finanziava anche imprese legate al Pci, tutto esentasse ovviamente; pagava i debiti del giornale l’Unità, forniva pelli, carta e tanto altro.

Ma in cambio di tutto la Russia cosa chiedeva all’Italia?

Informazioni per attività spionistiche ad ogni livello, preparazione di guerriglieri per eventuali insurrezioni (guerra civile) in appoggio e sostegno di una invasione del nostro Paese da parte dei russi.
Il Pci, dunque, per settant’anni, fu considerato la quinta colonna del comunismo d’oltre Cortina in barba agli accordi di Jalta che aveva diviso il mondo in due blocchi: Patto di Varsavia (ai sovietici e ai suoi Paesi alleati) e Alleanza Atlantica di cui facevano parte gli Usa, l’Occidente e l’Europa, dalla Germania Ovest in giù. E l’Italia era ed è parte importantissima di detta Alleanza.

Berlinguer, quando divenne segretario del Pci nel 1972 ebbe a dichiarare che la Rivoluzione d’Ottobre del 1917 si era esaurita. Ciò infastidì tanto il Cremlino che tese ad indebolirlo, utilizzando Cossutta, quello della “meravigliosa macchina da guerra” contro Berlusconi che lo sconfisse clamorosamente nel 1994 nell’era di mani pulite.

Il flusso dei rubli di Mosca però, a parte quella dichiarazione di Berlinguer, non si arrestò affatto e andò avanti fino al fallimento del partito comunista sovietico e italiano.

Anche la Dc riceveva dall’America consistenti aiuti in denaro con le quali ad esmpio vinse le elezioni del 1948.

Berlinguer dal canto suo continuò a portare avanti le idee Togliattiane tra cui le lotte operaie, l’antiamericanismo (che ancora esiste), opposizione agli euromissili, pacifismo a senso unico e filosovietico.

Insomma, il Pci per ottenere l’oro di Mosca esercitava probabilmente un ruolo spionistico, e non solo, contro il nostro Paese. E non lo faceva certo per puro orientamento ideologico ma si suppone per il busniss che generavano quei cospicui fondi.

 

Articoli simili

Posta un commento