Si legge lutto, si scrive rabbia

Si legge lutto, si scrive rabbia

Il giorno dei funerali di Aurelio Visalli è stato proclamato dal Sindaco il lutto cittadino.  Scuole e uffici sono rimasti  aperti ma si è osservato il silenzio durante la cerimonia ufficiale. Un raccoglimento di riflessione su quella che è stata una tragedia provocata dall’irrefrenabile stupidità dell’età adolescenziale. Non vorremmo insistere su ciò che abbiamo già largamente scritto ed espresso a chiari lettere senza se e senza ma. Tuttavia, pur non generalizzando ciò che due ragazzi hanno fatto in un plumbeo pomeriggio di inizio d’autunno al mar di ponente di Milazzo, la vicenda fa veramente arrabbiare. Ciò che sappiamo è che dopo l’autopsia legale si è stabilito che il sottufficiale della capitaneria di porto della città mamertina non è morto per annegamento ma per trauma cranico a causa di un’onda impetuosa. La cosa non sposta la sostanza di ciò che gravemente è successo in un pomeriggio nefasto, che è costata la vita di un giovane padre di due figli il quale abbandona in maniera assurda i suoi affetti più cari. I funerali si sono tenuti al Duomo di Milazzo alle ore 11 e c’è stata una grande partecipazione della cittadinanza. Una  vita è stata spezzata per il disappunto di una bravata letale. Resta il rammarico di una giornata milazzese di rara intensità emotiva, di pianto e di un dolore che si poteva evitare. Anzi, si doveva evitare!

Salvino Cavallaro

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