Reggio Calabria: “Operazione lampo”


QUATTRO FERMI DI INDIZIATO DI DELITTO E UN ARRESTO IN FLAGRANZA DI REATO ESEGUITI DALLA POLIZIA DI STATO E DALL´ARMA DEI CARABINIERI DI REGGIO CALABRIA PER ESTORSIONE ED ARMI.  RINVENUTO ANCHE UN ARSENALE DI ARMI E MUNIZIONI —

La Polizia di Stato di Reggio Calabria ed il  Nucleo Operativo della Compagnia dei Carabinieri di Reggio Calabria, su ordine della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno eseguito 4 fermi di indiziato di delitto nei confronti di altrettanti soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di estorsione, porto e detenzione illegale di armi, lesioni personali, danneggiamento mediante incendio, aggravati dalle modalità mafiose o per aver agevolato l´organizzazione mafiosa denominata `ndrangheta:

La vicenda trae origine da una richiesta di soccorso pervenuta alle Forze dell´Ordine (Carabinieri e Polizia) da parte di una famiglia che gestisce una pizzeria a Reggio Calabria, costretta, per almeno due anni, a subire le interferenze e le imposizioni dei fratelli MUSARELLA (Sebastiano, in atto detenuto per altra causa, e Gianfranco) e dei loro sodali nella gestione dell´esercizio commerciale, sfociate in una serie di atti intimidatori di gravità sempre maggiore, posti in essere, da ultimo, mediante l´esplosione di colpi di arma da fuoco e incendio.

I soggetti sottoposti al fermo sono accusati di aver imposto alle vittime il pagamento, a titolo di pizzo, di una somma iniziale di 1.500euro per il sostentamento dei detenuti e di 500euro settimanali per un primo periodo e di 300euro settimanali fino al 25.4.2017, nonché di averle costrette a sottostare ad un rigido e giornaliero controllo della contabilità dell´esercizio commerciale e ad assumere, come cassiera, prima la moglie di MARRA Antonino e, successivamente, la compagna di MUSARELLA Gianfranco, BARILLA´ Pamela Domenica.

Gli estorsori avevano altresì preteso dalle vittime ulteriori prestazioni per lo più consistenti nella somministrazione di ordinazioni gratuite a favore di avventori inviati o segnalati dai MUSARELLA, costringendole, peraltro, a tollerare i comportamenti arroganti e prevaricatori della cassiera BARILLÀ Pamela Domenica (tratta in arresto in flagranza di reato durante il blitz di oggi per detenzione di armi da fuoco comuni e da guerra, assieme a MARRA Giovanni e a MUSARELLA Gianfranco), la quale – forte della protezione dell´amante MUSARELLA Gianfranco, del gemello Sebastiano e di MARRA Antonino – offriva gratis, sovente, servizi di ristorazione ad amici e conoscenti, e prelevava denaro dalla cassa dei datori di lavoro.

Già nel novembre 2016, poiché la cassiera BARILLÀ Pamela veniva sorpresa a prelevare denaro dalla cassa per consegnarlo a MARRA Antonino, giunto al locale in compagnia di MARRA Giovanni, la titolare della pizzeria la ostacolava mettendola fuori dall´esercizio commerciale. A quel punto MARRA Giovanni, rivolgeva alla titolare la seguente minaccia: <<Stasera non coricatevi a casa>>. Dopo qualche minuto, sopraggiungeva MUSARELLA Gianfranco che, dopo aver litigato con la titolare della pizzeria, minacciava il figlio, puntandogli una pistola sotto il mento e ammonendo: <<Vi ammazzo tutti e tre!>>.

In altre occasioni, MUSARELLA Gianfranco, MARRA Antonino e Giovanni, rivendicavano ingiustamente la proprietà dell´attività commerciale.

Lo scorso 25 aprile, la titolare della pizzeria, per aver comunicato l´intenzione di licenziare la BARILLA´ a causa delle difficoltà economiche ed anche in ragione del suo cattivo comportamento, veniva minacciata, aggredita e percossa da MARRA Antonino che le procurava contusioni multiple giudicate guaribili in sei giorni.

A distanza di due giorni, (27.4.2017), intorno alle ore 21.30, nonostante il locale fosse frequentato da numerosi clienti, due soggetti travistati da casco e passamontagna a bordo di un motorino Honda SH, danneggiavano la porta di emergenza del locale, cospargendola di benzina e dandole fuoco con una bottiglia incendiaria. Ed ancora, il 29.4.2017, intorno alle ore 01.40, due soggetti, sempre a bordo di un motorino Honda SH di colore bianco, danneggiavano con undici colpi d´arma da fuoco la loro autovettura parcheggiata nei pressi della loro abitazione.

Le vittime presentavano le denunce sia presso i Carabinieri che presso gli uffici della Polizia di Stato.

Pertanto, le alacri e meticolose indagini svolte congiuntamente, in pochissimi giorni, dal Nucleo Operativo della Compagnia dei Carabinieri e dalla Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria, supportate da alcune dichiarazioni delle vittime e dall´analisi delle immagini estrapolate da diversi sistemi di videosorveglianza, hanno consentito all´Autorità Giudiziaria di emettere il provvedimento restrittivo a carico dei soggetti sopra indicanti e di ascrivere, a costoro, a vario titolo,  anche i singoli episodi del 27 e 30 aprile scorsi, relativi al danneggiamento a séguito di incendio della porta dell´uscita di emergenza della pizzeria (MUSARELLA Gianfranco in qualità di mandante) e all´esplosione di colpi d´arma da fuoco ai danni dell´autovettura parcheggiata nei pressi della residenza dei titolari della pizzeria (MARRA Giovanni).

I suindicati delitti sono aggravati dalle modalità mafiose, atteso peraltro che MUSARELLA Sebastiano, attualmente detenuto e fratello di Gianfranco, è stato già condannato per associazione mafiosa nell´ambito dell´Operazione”Eremo”del 2005.

Nel corso delle perquisizioni domiciliari, in un locale adibito a deposito di vario materiale, connesso all´abitazione di MUSARELLA Gianfranco, gli operatori della Polizia di Stato e dell´Arma dei Carabinieri individuavano un vano e un sottotetto all´interno dei quali rinvenivano un arsenale di armi, parti di armi e munizioni, composto da
o 1 fucile mitragliatore kalashnikov Ak 47,
o 1 pistola mitragliatrice modello Uzi cal. 9×19, privo di matricola;
o 1 pistola semiautomatica marca Beretta cal. 9 parabellum, con matricola obliterata;
o 1 revolver cal.32, con matricola obliterata;
o 1 pistola semiautomatica marca Beretta cal. 9 corto;
o 1 pistola a salve cal. 8, priva di tappo rosso, con evidenti segni di manomissione;
o 4 fucili cal. 12, di cui 3 con matricola abrasa;
o 2 carabine;
o 1 carabina ad aria compressa;
o varie parti di arma per uso caccia;
o 4 silenziatori;
o varie cartucce cal. 9 parabellum, calibro 12, 7,65 e 7.62×39;
o varie divise di una ditta di vigilanza;
o alcuni passamontagna e guanti;
o 4 caschi ed attrezzi da scasso.

Alla luce di quanto sopra, MUSARELLA Gianfranco, MARRA Giovanni e BARILLÀ Pamela Domenica, nata a Reggio Calabria il 16.09.1994, sono stati tratti in arresto in flagranza di reato per detenzione illegale di armi comuni e da guerra, nonché del relativo munizionamento per armi da guerra.

La BARILLA´, infatti, è stata sorpresa insieme al MARRA all´interno del casolare in cui erano custodite le armi.

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