Affidamento servizio rifiuti, il Tar dà ragione al Comune di Milazzo

Affidamento servizio rifiuti, il Tar dà ragione al Comune di Milazzo

E’ stata perfettamente regolare l’aggiudicazione della gara per il servizio rifiuti al raggruppamento Caruter e Multiecoplast dell’agosto 2015.

Il Tar di Catania ha respinto definitivamente il ricorso proposto dalla TeKra” di Angri che chiedeva l’annullamento dell’ordinanza sindacale di affidamento e di tutti gli atti contestando all’ente locale una serie di anomalie ed in particolare il mancato accoglimento della propria offerta, ritenuta più vantaggiosa, in quanto  assicurava un ribasso maggiore  rispetto a quello del raggruppamento Caruter-Multiecoplast. 

I giudici del Tribunale amministrativo catanese (presidente Guzzardi, consiglieri Leggio e Mulieri) hanno invece accolto le tesi del legale di palazzo dell’Aquila, l’avv. Antonio Saitta che ha ribadito “la piena legittimità dei provvedimenti adottati dall’Amministrazione” e che la proposta della ditta ricorrente risultava “sotto molteplici aspetti difforme dalla manifestazione di interesse pubblicata dal Comune”. L’appalto è stato quindi aggiudicato al RTI Caruter-Multiecoplast e non a TeKra proprio perché è stato accertato in sede di verifica dei requisiti tecnici che quest’ultima non aveva garantito l’impiego di mezzi sufficienti per il servizio, secondo quanto previsto nella perizia”.

Il mancato affidamento è infatti stato determinato dal fatto che i compattatori offerti dalla ditta campana (quattro anziché sette) non erano conformi alle richieste del Comune e altri mezzi di media e piccola portata offerti non corrispondevano alle esigenze manifestate dall’Amministrazione. I  giudici hanno condiviso tale impostazione prendendo atto che anche in caso di accoglimento del ricorso “la società ricorrente non potrebbe comunque aggiudicarsi l’appalto per carenza dei requisiti tecnici previsti nel bando di gara”. Si chiude dunque positivamente una vicenda che ha fatto correre il rischio all’ente di dover risarcire un danno di quasi 500 mila euro. 
“La sentenza è importante perché al di là delle questioni giuridiche chiarisce, in punto di fatto, che la TEKRA aveva messo a disposizione del Comune un numero di mezzi inferiore a quello necessario a pulire la città, richiesto dagli uffici – ha detto il sindaco Giovanni Formica -. Il tema vero, però, è che questo sistema di gestione del servizio di igiene urbana non può funzionare e chi, come me, a differenza di altri, ha scelto di far precedere le ordinanze da manifestazioni di interesse, è continuamente esposto al rischio di ricorsi. Nei mesi scorsi ho chiesto a tutte le istituzioni, Ministero dell’Ambiente in testa, di sollevarci da questa incombenza e di assumere direttamente la gestione. Ovviamente non ho ricevuto risposta. Ci ritroviamo, quindi, in un vicolo cieco: non possiamo celebrare gare perché la legge non ci assegna la competenza, nessuna istituzione superiore è disposta a gestire direttamente il problema e i sindaci sono costretti a procedere con ordinanza, con tutti i limiti ed i rischi che accompagnano tali atti.”

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