Operazione “Giove”: Duro colpo assestato al mercato dello spaccio a Terracina (LT). eseguite nr. 18 misure cautelari per detenzione illegale e spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione

Operazione “Giove”: Duro colpo assestato al mercato dello spaccio a Terracina (LT). eseguite nr. 18 misure cautelari per detenzione illegale e spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione

I Carabinieri del Comando Provinciale di Latina, con il supporto di unità antidroga del Nucleo Carabinieri Cinofili di Roma Santa Maria di Galeria e la copertura aerea di un velivolo del Reparto Elicotteri Carabinieri di Pratica di Mare, sin dalle prime ore dell’alba, hanno dato esecuzione a 18 ordinanze di misure cautelari personali.

I provvedimenti restrittivi (12 custodie cautelari in carcere e 6 agli arresti domiciliari) sono stati emessi dal G.I.P. del Tribunale di Latina, Dott.ssa Mara MATTIOLI, su richiesta del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina, Dott.ssa Luigia SPINELLI, nei confronti di altrettanti soggetti accusati dei reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti (art. 73 D.P.R. 309/90) ed estorsione (art. 629 c.p.).

Le indagini, condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Terracina, sono state intraprese alla fine del 2015 muovendo dalla denuncia presentata da una madre preoccupata dalle continue richieste estorsive di cui era vittima il figlio. I primi accertamenti hanno consentito di raccogliere pregnanti elementi informativi in capo ad un gruppo criminale impegnato nella gestione della piazza di spaccio di sostanze stupefacenti: hashish, marijuana e soprattutto cocaina.

Un attento monitoraggio dei soggetti finiti sotto la lente degli investigatori ed il successivo sviluppo dei riscontri venuti in rilievo ha consentito, grazie anche al portato probatorio delle indagini tecniche frattanto effettuate, di comprovare l’operatività – nel territorio dei comuni di Fondi, Priverno, Aprilia e, più specificatamente, Terracina, la città del Tempio di Giove (da cui ha appunto preso il nome l’operazione) – la piena enucleazione di identità, ruoli e schemi dei soggetti attinti dalle misure cautelari personali, alcuni dei quali risultavano gravati da precedenti o pendenze penali, anche per reati specifici, nonché la fedele ricostruzione delle dinamiche di spaccio, delle rotte e dei canali di approvvigionamento delle sostanze stupefacenti.

Fondamentale è risultata la rapida comprensione del linguaggio criptico e dei particolari codici di comunicazione tra gli indagati.

Particolarmente efficace si è dimostrata la metodica messa a sistema dagli indagati nella prospettiva di sollecitare il pagamento dei debiti di droga. I morosi, infatti, venivano pesantemente minacciati e malmenati per farli rientrare dai loro debiti, arrivando anche a costringerli ad accedere a delle forme di finanziamento, addirittura attraverso la predisposizione di documentazione falsa per avallare la solo solvibilità.

Molti i riscontri obiettivi raccolti durante il periodo oggetto d’indagine. Tra questi, oltre alla denuncia in stato di libertà di alcuni giovani del luogo, anche l’arresto di sette soggetti, tra cui due dei destinatari delle odierne ordinanze restrittive, colti nella flagranza del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Durante l’arco temporale delle investigazioni, inoltre, sono stati sequestrati, complessivamente, circa 160 grammi di cocaina, 15 di hashish e 5 di marijuana; mentre ammonta a 2.600 il denaro sottoposto a sequestro quale provento dell’attività di spaccio.

Nel corso dell’operazione uno dei soggetti colpiti da ordinanza è stato altresì tratto in arresto nella flagranza del reato di detenzione illegale di sostanza stupefacenti in quanto trovato in possesso di 45 grammi di hashish.

I destinatari delle misure cautelari in carcere sono stati associati alla casa circondariale di Latina, fatta eccezione per uno che, per reati specifici, si trovava già ristretto presso la casa circondariale di Cassino, dove continuerà a permanere, ed un secondo che, invece, è stato condotto presso il carcere di Siena, poiché da circa un anno si era trasferito in quella provincia.

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