SE NE PARLA POCO MA l’UNIONE EUROPEA PENSA A UN ESERCITO COMUNE. OGNI PAESE PERO’ CONSERVERA’ IL SUO. LA GENDARMERIA UE INVECE E’ GIA’ IN PROCINTO DI SALPARE E LA SEDE POLITICO-MILITARE E’ A VICENZA

SE NE PARLA POCO MA l’UNIONE EUROPEA PENSA A UN ESERCITO COMUNE. OGNI PAESE PERO’ CONSERVERA’ IL SUO. LA GENDARMERIA UE INVECE E’ GIA’ IN PROCINTO DI SALPARE E LA SEDE POLITICO-MILITARE E’ A VICENZA

La difesa nazionale non è messa in discussione ma l’idea di un esercito comunitario non è stata ancora  abbandonata. La gendarmeria Ue ha invece la propria sede a Vicenza. Ma l’eventuale Esercito sarà aggregato all’Onu? Si pensa proprio di sì.

La cooperazione per la difesa comune, dall’anno 2016 ha fatto passi in avanti e questo per aumentare le capacità Ue di poter affrontare i pericoli di un attacco militare.

Ci sono stati dei grandi progressi e numerose idee da realizzare nell’area della sicurezza, grazie a iniziative concrete per stimolare la cooperazione e rafforzare la capacità dell’Europa di difendersi.gendarmeria1

Le aspettative di una difesa europea secondo alcuni sondaggi

Per la difesa e la sicurezza, il 75% dei cittadini europei rulta favorevole a sicurezza e difesa comuni. Il 55% si dice a favore di un esercito Ue. Nei primi mesi del 2018 il 68% degli europei si è detto favorevole a politiche più avanzate in materia di difesa. Anche gli italiani, con analoga percentuale si dicono favorevoli al progetto.

Infatti tutti sembrano aver capito che in fatto di sicurezza nessun Paese può far da solo.

Macron ha dato l’avvio a tale prospettiva e anche la Merkel nel 2018 ha parlato di un vero e proprio esercito Ue.

Recenti azioni UE per migliorare la cooperazione nel campo della difesa

La politica UE comune per la difesa è stabilita nel Trattato di Lisbona (Articolo 42(2)). Tuttavia detto Trattato sancisce anche il primato della politica di difesa nazionale, includendo altresì la partecipazione alla NATO o la neutralità per la difesa comune.

Ultimamente l’Unione europea ha iniziato a praticare iniziative ambiziose per reperire maggiori risorse, stimolare l’efficienza, facilitare la cooperazione e aiutare lo sviluppo di nuove capacità.

La cosiddetta Pesco, cooperazione strutturata permanente, dall’inglese “Permanent Structured cooperation”, ha avuto inizio a fine anno 2017. Più di recente, nel giugno 2019, 25 risultano essere gli stati UE che partecipano al progetto difesa Ue che, in concreto, sono ben 34 con impegni vincolanti con l’inclusione di un comando medico unico europeo, una sorveglianza marittima, la mutua assistenza nella cyber-sicurezza, squadre di intervento immadiatoe infine una scuola di intelligence UE unitaria.

Il Fed (Fondo difesa Europeo) è stato inaugurato nel giugno del 2017.

Tale Fondo dovrebbe essere parte del prossimo bilancio Ue di lungo periodo che va dal 2021 al 2027, sarà complementare agli investimenti nazionali con incentivi per ricerca, acquisto e sviluppo di nuovi equipaggiamenti e tecnologie militari più avanzate.

L’UE ha incrementato la cooperazione con la NATO in ben 74 aree fra in settori importanti come l’anti-terrorismo, la cyber-sicurezza e le esercitazioni comuni.

La mobilità militare garantirà interventi rapidi ed efficienti nelle zone di crisi con finanziamenti mirati per missioni civili e militari.

In atto, l’Europa è interessata a 16 missioni in tre diversi continenti con l’impiego di oltre 6 mila persone (tra militari e civili).

Anche le strutture di Comando sono state rese più efficienti.

Nel 2018 la NATO ha stimato che sei Stati come Grecia, Estonia, Regno Unito, Lettonia, Polonia e Lituania spendono il 2% per la difesa ma ovviamente i finanziamenti devono essere correlati all’efficienza.

L’Ue è seconda solo agli Usa per spesa militare ma sono stati riscontrati sprechi per circa 26,4 miliardi di euro. Anche perchè l’Ue ha sei sistema di difesa in più rispetto agli Stati Uniti.

Il pericolo cinese è in agguato perchè si prevede che entro il 2025 quel popolo sorpasserà l’Europa  e diventerà la seconda nazione che spende di più per la difesa.

Ma qualcuno oggi si chiede: le aspettative Ue per la difesa comune sono realistiche?

LA GENDARMERIA EUROPEA

Passando alla gendarmeria Ue (Eurogendfor o EGF) di tipo sovranazionale, è composta da forze di polizia per interventi ad hoc con alle spalle Nato e Onu nei diversi Paesi e per missioni di pace (tipo caschi blu). Vicenza è stata individuata come zona di comando e il progetto, di tipo costituzionale, è stato ideato nel 2003 e se ne disscusse a Roma tra i ministri della Difesa delgli Stati membri.

Tale gendarmeria è il risultato di un trattato del 17 settembre 2004 stipulato in Olanda tra 5 Stati: Italia, Francia, Spagna, Olanda e Portogallo e il 23 gennaio 2006 a Vicenza fu inaugurato il quartier generale con operatività effettiva. Il 18 ottobre 2007

i effetti. Il 18 ottobre 2007 viene firmato il trattato di Velsen, sempre in Olanda, dai seguenti Paesi: Francia (Gendarmerie), Spagna (Guardia Civil), Portogallo (Guardia nacional) e Olanda (Marechaussée); per l’Italia, i Carabinieri.

42 articoli ne disciplinano interventi, compiti e

Detto trattato è stato ratificato dal Senato il 4 marzo 2010 con la legge 3083.

Al CIMIN di Vicenza, caserma dei carabinieri “Generale Chinotto”, è spettato il comando politico-militare della neo-struttura.

in atto i corpi che formano la Gendarmeria Ue sono sei, più uno col ruolo di supporto.

Ecco come si compongono:

ll ruolo di supporto spetta alla Polonia e alla Viesojo Saugumo Tarnyba della Lituania.

La Forza di gendarmeria partecipa a missioni dell’Unione europea, dell’ONU, della NATO, dell’OSCE.

La EGF assolve compiti di polizia e di addestramento anche di eserciti.

Ma questo progetto arriverà o no in porto? E la guida dell’Europa toccherà sempre e solo alla Germania?

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