Ridurre i parlamentari? Meglio: abolire il Parlamento

Ridurre i parlamentari? Meglio: abolire il Parlamento

Antonio Dovico--Quale funzione insostituibile ha, nell’era della comunicazione elettronica, il Parlamento? Facciamo due passi indietro nella storia, per ritrovare la necessità del Parlamento. Si intuisce, era/è  un ramo del Governo, dove i parlamentari si riunivano in assemblea per legiferare parlando. Si stabilivano norme e tutto quanto attiene al buon funzionamento dello Stato. Nel regno d’Italia i parlamentati erano eletti da sudditi aventi diritto di voto. E’ immaginabile che i votanti, sia culturalmente  che socialmente, dovevano essere qualche gradino al disopra della massa popolare, non tanto per discriminazione, quanto per ovvie ragioni; come saper leggere e scrivere, essere di buona condotta e di coscienza retta, conoscere un minimo di storia, etc. etc. Condizioni rare allora, nel grosso della popolazione, ma presenti nella famiglie evolute, con una certa storia alle spalle. La qualcosa conferiva decoro al Regno d’Italia, elemento che pesa nella considerazione sociale di una nazione. I parlamentari eletti assumevano  e assumono tuttora, il nome di deputati nella Camera, e di senatori, nel Senato.  Rappresentavano  circoscrizioni di tutto il territorio italiano, in numero proporzionale a quello degli abitanti. Erano portatori di necessità territoriali, le quali, nell’insieme,   culminavano in quelle nazionali. Doverne parlare di persona, era più che ovvio nei secoli scorsi, privi come si era  dei fantastici mezzi di comunicazione di cui disponiamo oggi. Lunghi e faticosi viaggi, all’origine, per raggiungere la sede del Parlamento,  e man mano che i trasporti miglioravano, la fatica diminuiva. Le note circostanze storiche del primo ventennio del secolo scorso, determinarono delle turbolenze in seno al Parlamento, tali da frenarne l’attività. La situazione indusse il volitivo  Benito Mussolini ad optare per la dittatura. Non è nella mia intenzione  riferire delle vicende storiche che riguardano Mussolini, belle o brutte che siano, semmai potrei ritornare sull’argomento dopo aver parlato della Democrazia che è subentrata alla dittatura.
Sulla bellezza della democrazia si favoleggia e si acquistano consensi alla cieca, secondo me. Sandro Pertini ne era un campione, al riguardo, ma molto partigiano e superficiale. Un profondo pensatore del calibro di Platone, allievo di Socrate, non pensava bene della democrazia=governo di popolo. Fu il popolo a decretare la condanna a morte di Socrate, il più giusto e più buono degli uomini, secondo lui; questo avveniva oltre 4 secoli avanti Cristo. Fu ancora il popolo, 20  e più secoli dopo, a gridare: Crucifige, Crucifige! Ma chi?  Gesù, detto il Cristo, l’uomo più buono ed altruista che abbia calcato la terra. Nella mia prima infanzia, conobbi la dittatura, e vissi con curiosità di ragazzino, il chiacchiericcio popolano intorno alla democrazia nascente. Da vecchio, ricco di esperienza, senza troppi giri di parole, non formulo un pensiero mio che potrebbe essere soggettivo, ma invito il lettore ad osservare la realtà odierna della nostra Italia. E’ indebitata fino all’osso. Il bambino che nasce trova un debito da pagare di oltre 40.000  euro. Il lavoro scarseggia, la vita costa sempre più cara, la pace sociale è a rischio, un Governo non espresso dal popolo [viva la democrazia!] le pensioni a rischio per via dell’INPS sempre più debole. Dilettanti al governo e in posti di grande responsabilità. Corruzione estesa, che lambisce la Magistratura, che non si salva neppure la Chiesa. Immigrazione fuori controllo. Evviva, questa è la Democrazia!, fondata sulla RACCOMANDAZIONE e i favoreggiamenti. Gli asini diventano cavalli. Cavalli che ragliano però, non confondiamoci! Legittima la domanda se ho un’alternativa. Si, cancellare la democrazia dei partiti, che hanno in sé il germe dell’egoismo e della discordia che divide. Alla luce dell’assenza del senso dello Stato nel popolo italiano, emergono gli appetiti individuali, che sono la morte dei buon governo. C’é’ l’alternativa? C’è, per me, e la chiamerei dittatura elettiva. In politica, nella Magistratura, nelle forze dell’ordine, nell’imprenditoria (penso a Della Valle, Ferrero, Del Vecchio), nel giornalismo (modelli ideale Montanelli, Enzo Biagi e affini) si potrebbe pescare bene – E’ legittima una domanda: e la piattaforma per l’elezione ? L’idea madre è  pensarla e pubblicizzarla. Tramite 2/3 sondaggi successivi ben progettati, selezionare i primi 3 più graditi. Il più gettonato sarà Dittatore  responsabile, mentre gli altri  due coadiuvatori.  Al posto  di parlamentari privilegiati, magari “capre”  (dal raffinato repertorio  di Sgarbi) ossia saltuari consiglieri esperti, dalle varie regioni italiane. Ho lanciato una idea infallibile? Non lo pretendo: perfettibile, si.
26/08/ 2020

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