LO SPARABALLE GLOBALE


Il coronavirus ha messo a nudo i problemi più acuti della nostra vita collettiva, insieme alle sue contraddizioni. Uno degli aspetti è costantemente esacerbato dai mass media: siamo arrivati al punto di temerci ​ l’un l’altro. Abbiamo ricominciato a progettare di tagliare i contatti internazionali. Riemerge il problema dall’evitare le comunicazioni personali. In quello che sta accadendo molti pensano alla mano dei cinesi, altri alle mani americane, altri ancora pensano agli arabi  e così discorrendo. Un altro breve passo e il razzismo riciccerà, e come sempre in momenti di difficoltà. Abbiamo iniziato a parlare della nascita di un “nuovo mondo”, in cui le persone non solo hanno paura di stringersi la mano, ma sono sospettose l’una dell’altra.

Nella scena finale di “Kill Bill”: Volume 2 del regista Quentin Tarantino, la protagonista Beatrix sconfigge il malvagio Bill colpendolo con la “Five Point Palm Exploding Heart Technique”, il colpo più letale di tutte le arti marziali.

La tecnica consiste in una combinazione di cinque colpi eseguiti con la punta delle dita su cinque diversi punti del corpo dell’avversario: dopo aver subito il colpo, non appena la vittima volta le spalle e fa cinque passi, il suo cuore gli esplode e muore. Nel film questo parte della mitologia delle arti marziali di origine cinese, non può essere riprodotto nella realtà. La protagonista, Beatrix, dopo aver colpito Bill il cattivo, fa tranquillamente pace con lui prima che questi faccia cinque passi e spegnersi per sempre.

Qualcuno, ingenuamente, si chiede cosa non ha funzionato nel sistema liberal-democratico occidentale per essere stato colto impreparato dalla pandemia nonostante alcuni autorevoli personaggi del mondo scientifico ne annunciavano l’arrivo? Questo dovrebbe richiamare alla mente l’attacco alle torri gemelle e alla “impreparazione” della sicurezza statunitense che non si accorse dei 4 aerei che svolazzavano tranquillamente nei cieli nordamericani. Roba da fumetti dell’altro secolo.

Chissà, potrebbe essere giunto il momento di aprire almeno un occhio e prendere atto che questa pandemia, forse, non è chiaramente solo un fenomeno biologico che colpisce l’uomo at random. Forse servirebbe, per comprenderne la diffusione, considerare, quel che è venuto giù, da non si sa dove: le “scelte” culturali, economiche, il commercio globale, la fitta rete di relazioni internazionali, insieme ad alcuni congegni ideologici di paura e panico come gli interventi massmediatici al totale servizio dei potenti della Terra.

Il virus, semplicisticamente sembrerebbe rifarsi ad una popolare poesia di Totò, ma a ben vedere non livella tutti e tutti non pagano le medesime conseguenze.

Gigino A Pellegrini & G el Tarik

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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